La Società Economica di Chiavari ospita, all’interno delle sue sale, quattro realtà museali, nei quali sono conservate ed esposte numerose testimonianze storiche ed artistiche donate nel tempo alla Società Economica, soprattutto da cittadini chiavaresi.

Il visitatore può così effettuare un “viaggio nel tempo” attraverso documenti e cimeli risorgimentali, reperti risalenti ai conflitti mondiali, significative opere di artisti locali e stranieri ed una ricca gipsoteca dove sono raccolte molte opere giovanili dello scultore Lorenzo Garaventa. Potrà accedere, infine, al giardino disposto a larghe terrazze dove ammirerà, in uno scenario assai suggestivo, ulteriori sculture.
 
 

 

La Società Economica di Chiavari e l'arte 
Fin dal suo motto 
vitam excoluere per artes, e fin dai primi anni della sua lunga storia, intenzione della Società Economica di Chiavari è stata di promuovere il progresso del territorio di Chiavari e del Tigullio tramite iniziative di potenziamento e promozione dell'agricoltura, del commercio e delle attività artigianali e artistiche. Nel verbale dell'adunanza dei soci del luglio 1820 si legge "gli artisti della città dimandano sia dalla Società istituita una scuola di ornato e di architettura", una scuola che avrebbe costituito la base per la futura apertura dell'attuale Istituto Statale d'Arte di Chiavari: già da questi primi importanti passi appare evidente lo stretto legame tra l'artigianato artistico e le arti, un legame sancito espressamente dal motto della Società Economica e poi tante volte confermato e onorato negli anni successivi.
Circa mezzo secolo dopo la presenza degli artisti diventa esplicita con l'istituzione del premio, assegnato ogni anno ad un artigiano e ad un artista del circondario chiavarese, nato dalle disposizioni testamentarie di Teresa Brignardello Turio nel 1872 e poi ripristinato nel 1959 grazie ad un nuovo lascito disposto da Maria Rosa Cassani Copello.
L'impegno e la sensibilità nei confronti delle attività artistiche da parte della Società Economica ha conosciuto nel tempo momenti di particolare rilievo, tra i quali la "Prima Mostra Chiavarese d'Arte Moderna", allestita nel 1926 in un periodo di straordinaria vitalità artistica per il Tigullio e la riviera ligure di levante; si ricordano inoltre le retrospettive dedicate a Carlo Erba, Rubaldo Merelllo, Gaetano Previati, Francesco Gandolfi e Giuseppe Raggio.
Cresceva nel frattempo la volontà, favorita dall'importante lascito di Vittorio Botti del 1901, di formare una vera e propria quadreria: l'idea, del tutto coerente con la coeva vitalità artistica locale, venne proposta all'Assemblea dei soci già nel 1933, ma poté essere realizzata nella sua interezza solo quasi mezzo secolo dopo, nel 1982, anno in cui fu inaugurata la Quadreria Cassani Copello. Il progressivo incremento delle collezioni perpetuatosi per tutto il secolo scorso - nel 1985 viene accolta un'eccezionale donazione della famiglia Galardi comprendente opere di Gaetano Previati, Paolo Rodocanachi, Luiso Sturla, Pier Luigi Lavagnino, Santiago Cogorno - ha tuttavia reso auspicabile se non necessaria l'apertura di nuovi e più adeguati spazi museali, che trovano oggi concretezza nel nuovo Museo di Casa Ravaschieri. 
Le vicende della collezione artistica della Società Economica costituiscono dunque un'esemplare testimonianza del costante e proficuo rapporto intessuto dall'Istituzione in particolare con gli artisti liguri e con i più raffinati artigiani del circondario chiavarese, segno della stima accordata dai chiavaresi al suo operato.

 


 

LOGO Museo Ravaschieri verde  LOGO Museo Garaventa Arancio  LOGO Museo Combattenti blu 

 

 

 

 

LOGO Museo Risorgimento rosso

 
 
 

 

 "Le collezioni d'arte e storiche della Società Economica di Chiavari sono attualmente in riordino. Visite di singoli, di gruppi, studenti e studiosi sono accordate su appuntamento telefonando al numero 0185.324713 o inviando un'email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. "

Le visite sono ad ingresso libero

 

 

 

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