Nella seconda metà del Settecento, imperanti le idee illuministiche, si venivano formando ovunque nuove Accademie che, abbandonando la tradizione umanistica, filosofica ed artistica, davano impulso prevalente alle discipline e agli studi delle scienze fisiche, matematiche ed economiche.


E’ in questo contesto che, ad opera di un gruppo di cinquantaquattro nobili, borghesi e sacerdoti, il 15 aprile 1791 veniva fondata a Chiavari la “Società Economica”. Oltre che promuovere l’istruzione e la cultura, lo scopo era quello di migliorare le condizioni di vita della gente di Chiavari e del suo Circondario. Si proponeva di promuovere e di sviluppare l’agricoltura, l’artigianato e il commercio, le tre attività ancor’oggi rappresentate nel suo simbolo con Cerere, Vulcano e Mercurio. e il motto “vitam excoluere per artes”.

Fondatore e primo Presidente della Società Economica fu il Marchese Stefano Rivarola, Governatore di Chiavari per la Repubblica di Genova che, qualche anno prima (dal 1783 al 1785) aveva guidato una missione a S. Pietrobugro presso la corte di Caterina di Russia. Nel periodo napoleonico fu anche ambasciatore a Parigi. .
E’ interessante notare che, sin dall’inizio, la Società Economica svolse le attività tipiche delle Camere di Commercio, Artigianato e Agricoltura, destinate a sorgere qualche anno dopo. La prima di cui si ha notizia a Genova risale, infatti, al 1805 ed è l’attuale Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura.

Per favorire le attività produttive locali, già nel 1793 la Società Economica organizzava a Chiavari una Esposizione, seconda solo a quella svoltasi qualche anno prima a Genova dalla Società Patria ma precedente all’Esposizione di Parigi, alla quale la stessa Economica partecipò nel 1798 con i prodotti artigianali tipici del territorio. Da quella data ai giorni nostri, altre 150 edizioni di questa Esposizione, poi diventata Mostra del Tigullio®, sono state organizzate a Chiavari e, per la prima volta nella sua storia, tra il 6 e l’8 giugno 2008, a Lavagna.

Nel 1796 la Società diede vita, nei suoi locali, ad una biblioteca aperta al pubblico che da oltre duecentodieci anni è un importante punto di riferimento per la cultura del comprensorio.

E’ difficile elencare tutte le iniziative assunte dalla Società Economica in oltre due secoli di vita. Ci limiteremo, in questa sede, a fare un rapido cenno di quelle che hanno avuto un effettivo risultato di rilievo per l’economia e la cultura della zona.

In agricoltura, la Società Economica introdusse nuove colture come quella della patata e del grano saraceno; contribuì a migliorare la produzione e la lavorazione dell’olio e del vino. Successivamente organizzò delle cattedre ambulanti. Nell’intento di vincere la diffidenza dei contadini, ostili alle novità, si avvalse della collaborazione dei parroci che collaborarono con successo a far accettare e mettere in pratica le nuove idee e tecniche per il miglioramento delle colture e della zootecnia.

Nel campo dell’artigianato, l’intervento dell’Economica fu determinante per lo sviluppo dell’attività ebanistica con l’introduzione della tipica sedia detta “di Chiavari”, ancor’oggi nota ed apprezzata in tutto il mondo. Fu infatti al rientro da un suo viaggio a Parigi, nel 1807, che il Presidente Rivarola portò con sé una sedia di particolare eleganza e leggerezza e invitò i falegnami chiavaresi a riprodurla e, come si direbbe oggi, a metterla sul mercato. L’ebanista Gaetano Descalzi fu il solo a raccogliere la sfida. Il risultato fu straordinario. Il Descalzi non si limitò a riprodurla ma ne realizzò altri modelli sempre ancor più belli e più leggeri Per circa centocinquanta anni questa sedia fece la fortuna di diversi artigiani locali contribuì non poco allo sviluppo economico ed occupazionale della città e del suo circondario.

Oggi, attraverso il suo Concorso Europeo e conseguente operazione di marketing, la Società Economica – in collaborazione con la Camera di Commercio Industria e Agricoltura di Genova e l’Università di Genova, Facoltà di Architettura - ne sta promuovendo un rilancio in termini di mercato e di produzione.

Inoltre, ritenendo che il sistema bancario fosse un indispensabile strumento di progresso, la Società Economica, in concorso con il Comune di Chiavari, fondò nel 1856 a Chiavari una locale Cassa di Risparmio che funzionò sino al 1926 quando venne assorbita dalla Cassa di Risparmio di Genova.

Per quanto riguarda il settore dell’istruzione, è sufficiente citare alcune delle tante scuole che dalla Società Economica trassero origine. Nel 1820 venne da essa fondata la scuola di Architettura e di Ornato, poi chiamata Istituto Statale d’Arte. Ad essa fu aggregata nel 1835 una scuola di Geometria pratica. Poi ci fu quella della chimica applicata con insegnamento e utensili messi a disposizione da un socio della Società. Nel 1923/24, con il contributo del Comune di Chiavari, iniziò a funzionare l’Istituto Tecnico per Ragionieri e Geometri oggi chiamata “In memoria dei Morti per la Patria”. Nel 1919 utilizzava un edificio lasciato dal benefattore Brizzolara per istituire e mantenere una scuola elementare sino agli anni sessanta quando dovette essere chiusa come conseguenza dello spopolamento delle campagne.

Ogni anno, in giugno, la Società Economica eroga decine di borse e premi di studio anche in memoria dei propri benefattori agli studenti più meritevoli del Tigullio.

Nel campo dell’assistenza l’Economica fondò l’Istituto di Carità e Lavoro, l’Asilo infantile, l’Istituto per il Baliatico, il Ricovero di Mendicità oggi diventato Casa di Riposo per Anziani Pietro Torriglia, la Società di Mutuo Soccorso.

Nel campo della cultura, l’Economica ha sempre svolto un ruolo di primo piano nel promuovere come “privato” o nel collaborare con la pubblica amministrazione alla creazione e, in taluni casi, alla gestione delle necessarie infrastrutture. La sua biblioteca, creata e voluta già pubblica nel 1796, successivamente divenuta “civica”, possiede oggi più di circa 80.000 volumi, di cui oltre 60 incunaboli risalenti al XV, XVI e XVII secolo. E’ frequentata giornalmente da varie decine di studenti e ricercatori provenienti da varie zone del Tigullio, e non solo. Possiede anche rari documenti manoscritti e molti archivi organizzati.

Altri documenti rari e cimeli vari sono custoditi e aperti al pubblico nel suo museo storico, uno dei più importanti del periodo risorgimentale. E’ ricco anche di cimeli degli ex Combattenti delle due Guerre Mondiali. Infine, sempre al suo interno e anche all’aperto, il museo Garaventa che contiene una ricca collezione di opere di questo importante artista genovese. E poi c’è la Quadreria che ospita importanti quadri di varie epoche che vanno dal periodo fiammingo al Novecento di artisti prevalentemente, ma non esclusivamente, locali

Grazie al contributo della Fondazione Carige, sono in corso di ristrutturazione i nuovi locali recentemente acquisiti dall’Economica, adiacenti alla propria sede di via Ravaschieri. Questi, usati come nuova sede museale, saranno presentati al pubblico in ottobre in occasione di una mostra delle opere del pittore Alberto Salietti e, a partire da novembre, con la mostra delle Sedia di Chiavari (proclamazione dei vincitori del primo Concorso Europeo) e della filiera del Legno.

Oggi la Società Economica, Ente Morale, conta circa 470 soci ed è retta da un Ufficio di Presidenza. Al suo interno operano l’Accademia di Storia Locale, l’Associazione Culturale del Genovesato e, infine, l’Osservatorio dei Fenomeni Urbani.

Per incoraggiare lo sviluppo dell’arte e dell’artigianato dal 1852, la Società Economica assegna ogni anno il “Premio Turio Copello”. Inoltre, nel 2005, in collaborazione con l’Azienda Autonoma di Soggiorno e il Comune di Chiavari, ha organizzato la cinquantesima edizione e assegnato l’onorificenza “Olivo d’Oro e Fronde d’Oro” a illustri liguri che, in Italia e all’estero, hanno onorato la terra di Liguria.

Infine, per onorare la memoria del proprio vice-presidente arch. Franco Enrico Delmonte scomparso nel 2006, in collaborazione con il figlio avv. Gianmaria Delmonte, la Società Economica ha organizzato nel 2008 un concorso di architettura sostenibile nella fascia costiera del Mediterraneo.

La Società Economica esiste da più di 218 anni. Tra i suoi soci si contano personaggi illustri tra cui un santo, Antonio Maria Granelli e un musicista, Niccolò Paganini. E’ stata più volte visitata dalle più alte autorità dello Stato, ivi compreso, nel 1991, dal Presidente della Repubblica Francesco Cossiga.

Non si hanno notizie, almeno in Italia, di un Sodalizio del genere così antico e tuttora attiva. La Società Economica ha superato, indenne, occupazione e guerre. Essa rappresenta la tradizione aperta all’innovazione. E’ sempre stata vista nel suo territorio come una specie di faro, una fonte trasversale di opinione equilibrata e disinteressata. Il suo obiettivo primario è sempre stato il perseguimento del bene della sua gente attraverso la diffusione del sapere. Il “sapere” non solo fine a sé stesso, ma anche e soprattutto il “sapere per saper fare”. Questa continuerà ad essere negli anni a venire la missione della Società Economica, del suo Ufficio di Presidenza e da chi lo rappresenta.

Roberto Napolitano
(134° Presidente)


Chiavari, marzo 2009

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