Prosegue il ciclo di incontri “Chiavari e l’Ottocento. Il secolo che ha cambiato il volto della città” promosso dalla Società Economica e che gode del patrocinio dell’Università degli Studi di Genova, con un appuntamento dedicato alle radici culturali della città e al significato del motto di Chiavari e della Società Economica.
Sabato 21 marzo alle ore 17.30, nella Sala Ghio Schiffini della Società Economica (via Ravaschieri 15), si terrà l’incontro dal titolo “Vitam excoluēre per artes. Storia del motto di Chiavari e della Società Economica tra antichità e progresso”.
L’incontro sarà un dialogo tra Sergio Audano, filologo classico e membro dell’Accademia Ligure di Scienze e Lettere, e Enrico Rovegno, vicepresidente e bibliotecario della Società Economica.
La conversazione prenderà le mosse dal celebre motto “Vitam excoluēre per artes”, frase di origine virgiliana che da oltre due secoli accompagna la storia della Società Economica. Il motto sarà analizzato e anche ricollocato nel contesto culturale in cui venne scelto, quando la classicità rappresentava ancora un riferimento centrale per la formazione e per la vita culturale.
Partendo da questa espressione latina, il filologo Sergio Audano guiderà il pubblico in un percorso nella Chiavari ottocentesca, mettendo in luce quanto la cultura classica fosse coltivata e viva in un centro che vantava istituzioni scolastiche prestigiose, tra cui il suo storico liceo classico.
«Questo incontro – spiega Sabina Croce, assessore della Società Economica e responsabile della rassegna dedicata all’Ottocento chiavarese – vuole offrire al pubblico l’occasione di riscoprire una frase che appartiene all’identità culturale della città. Il motto della Società Economica non è soltanto una citazione dotta, ma il simbolo di una visione della cultura e del progresso che ha segnato profondamente la storia di Chiavari».
Il dialogo tra i due relatori metterà inoltre in evidenza come anche studiosi provenienti da ambiti diversi – dalla filologia classica alla storia della letteratura – possano analizzare lo stesso testo con strumenti differenti, mostrando la ricchezza di interpretazioni che la tradizione classica continua a offrire.
La scelta dell’espressione virgiliana si deve Ennio Quirino Visconti, umanista di fine ‘700 che aveva contatti con i fondatori della Società Economica e la scelta del verso si spiega in chiave “progressista” di Virgilio inteso come esaltazione del progresso alle forze intellettive dell’uomo, un progresso dovuto all’intelligenza umana e come sviluppo dell’umanità.
La centralità classica è spiegata perché ci troviamo in pieno neoclassicismo, fine ‘700, periodo appunto in cui molti autori antichi erano letti in chiave di precursori della cultura illuminista.
Questo stesso motto verrà poi ripreso per le medaglie conferite ai premio Nobel, soprattutto per le materie scientifiche.
L’ingresso all’incontro è libero.