Premio Turio - Copello

Il Premio ha inzio quando la signora Teresa Brignardello ved. Turio dispone, per testamento, che con la rendita di un suo lascito si provveda a fare coniare due medaglie d'oro e che le stesse vengano distribuite in occasione dell'Esposizione, una a quell'artista che presenterà il bel bel lavoro nella classe delle belle arti, l'altra al più bel lavoro esposto.

Dopo alcuni anni in cui non era stato possibile assegnare detto premio é sopravvenuto, nel 1959, un lascito, da parte della signora Maria Rosa Cassani ved. Copello, che incrementava il precedente lascito della ved. Turio disponendo che si riprendesse ad assegnare le due medaglie d'oro, con la dicitura "Premio Turio-Copello", una al miglior oggetto di riproduzione artigiana e l'altra al miglior oggetto d'arte esposto.
Successivamente, avendo il Comitato organizzatore della Mostra del Tigullio comunicato, nel 1983, che era desiderio degli espositori che, in occasione della manifestazione, non venissero assegnati premi, l'Ufficio di Presidenza della Società Economica, allo scopo di mantenere viva la tradizione del Premio Turio-Copello, nel rispetto della volontà delle testatrici, ha deliberato di continuare ad assegnare annualmente le due medaglie, una a un artigiano e una a un artista. Dal 1984 fino ad oggi é continuata pertanto, ogni anno, l'assegnazione del Premio, tranne quando la Commissione di esperti del settore ha ritenuto che il Premio non andasse assegnato.
 


PREMIO TURIO COPELLO 2014 
Chiavari 25 ottobre 2014 – sala Ghio Schiffini
Introduzione di Cesare Dotti, presidente della Commissione

A nome della Commissione per l’assegnazione del Premio Turio-Copello saluto i Premiati, le Autorità e tutti i Presenti e Li ringrazio per essere intervenuti a onorare la manifestazione odierna, edizione 2014 del Premio, appuntamento che annualmente si rinnova tra queste antiche mura del borgolungo, il “borgo lineare” bizantino che 14 secoli fa precedette il castrum medioevale chiavarese.

Ringrazio Roberto Napolitano, Presidente della Società Economica  di Chiavari, e il Vice Presidente Francesco Bruzzo, che mi ha preceduto nel presiedere il lavoro della Commissione, a sua volta succeduto al compianto Lelio Trovati.

Vi presento gli amici Membri della Commissione, i Signori: Elisabetta Biggio, Franco Casoni, Franco Cavagnaro, GianLuigi Didi Coppola, Marco Di Capua, Marco Laneri, tutti particolarmente idonei, per le loro specificità, a compiere le valutazioni e le scelte cui li ha designati l’Ufficio di Presidenzadella Società. Ai colleghi di quest’organo, e alle nostre collaboratrici, va un saluto e un grazie per il loro contributo.

Quest’anno, come si vedrà, le peculiarità, sotto il profilo dell’eccellenza artistica e artigianale, unite alle qualità umane di coloro che sono stati riconosciuti meritevoli di ricevere il riconoscimento della Società Economica, sono tali da aver ricevuto un consenso unanime per l’inserimento nell’Albo d’oro del Premio.

Ho la presunzione che avrebbe  dato il suo consenso anche un artefice del passato, qui presente in effige, più volte premiato dalla Società sin dal 1796 e, dal 1829, tra i giudici chiamati a valutare i lavori degli artieri chiavaresi. Parlo, come avrete intuito, di Giuseppe Gaetano Descalzi, detto o Campanin, il Campanino, la cui officina chiavarese fu visitata da principi e da monarchi, che, con la sua sedia leggera di Chiavari( questo, e non “chiavarina”, è il nome ufficiale del manufatto), è rimasto  nella storia delle arti e dell’economia della città. Nel 1853, due anni prima della morte, l’insigne pittore Francesco Gandolfi, per commissione della Società, eseguì questo suo ritratto, tramite il quale, da 160 anni, egli assiste in ispirito al nostro lavoro.
Il Campanino rappresenta qui idealmente tutti i premiati dalla Società Economica nel corso di 223 anni di attività, secondo lo spirito che la anima sin dal 1791, riassumibile nel concetto “legame con la terra d’origine– creatività– successo– sviluppo economico, artistico e sociale”
Voglio ora rammentare qualche notizia sulle Medaglie che oggi vengono conferite. 
In data 2 marzo 1872, nel suo testamento, la chiavarese Teresa Brignardello ved. Turio disponeva una rendita a favore della Società Economica con la quale si provvedesse a coniare due medaglie d’oro, con il conio solito della Società, che, nell’occasione della distribuzione dei premi nell’ambito dell’annuale Esposizione, fossero consegnate, una all’artista più meritevole nella classe delle Belle Arti e una all’artefice del più bel lavoro esposto. L’iniziativa fu poi rifinanziata  da Maria Rosa Cassani ved. Copello col testamento del 4 ottobre 1950, con la richiesta che il conio delle vecchie medaglie della Fondazione Turio avesse la nuova dicitura “Premio Turio-Copello.
In cosa consisteva il conio solito della Società citato nel testamento Turio?La Società Economica era stata fondata da soli sette anni  quando, nel 1798, si ritrovarono a Roma, accomunati dall’impegno politico nella Repubblica Romana, Ennio Quirino Visconti e Giuseppe Gregorio Maria Solari, in anni successivi ambedue Soci della Società Economica.
Il Visconti, di padre ligure di Vernazza, fu un umanista, studioso di antichità, celebre in tutta Europa (quando morì, nel 1818, a Parigi, era al vertice del Museo del Louvre), il Solari era uno Scolopio chiavarese, letterato, poeta e molto versato negli studi scientifici. 
Nel 1798, dalla collaborazione dei due amici, nacque il bozzetto di una medaglia con sul recto una triade di dei romani, Mercurio, il protettore dei commerci, Cerere, la dea delle messi, dell’agricoltura e dell’incivilimento e Vulcano, il dio artefice.
A coronamento della triade posero la scritta VITAM EXCOLVERE PER ARTES, emistichio dell’esametro dattilico del verso 663 del libro VI dell’Eneide virgiliana, riferentesi a coloro che: fecero progredire la vita per mezzo delle arti.  Tale motto, dal 18 marzo 1834, figura nello stemma della Città di Chiavari, ulteriore conferma del ruolo assunto dalla nostra Società. Sul verso del bozzetto fu posta la nostra nota “ragione sociale”:  SOCIETAS CLAVARENSIS REI AGRARIAE COMMERCIIS ET OPIFICIIS PROMOVENDIS, cioè Società Chiavarese per la promozione dell'agricoltura, dei commerci e degli opifici.
Questo bozzetto, negli anni dal 1808 al 1825, fu utilizzato soltanto per decorare la prima pagina degli Atti annuali della Società Economica che continuava a conferire medaglie d’onore che forse avevano un conio generico ma, più probabilmente, con quel termine si indicavano semplici premi in denaro.
Nella Seduta del 23 luglio 1824 il Segretario prospettò l’opportunità di utilizzare il bozzetto per coniare una medaglia: se ne incaricò, a proprie spese, il socio marchese Giancarlo Brignole, Ministro di Stato e Primo Segretario delle Finanze. Nella Seduta del 28 marzo 1825 il Brignole presentò, in dono alla Società, alcuni esemplari in argento e rame della medaglia e i relativi conii, realizzati, alla Zecca di Milano, dall’incisore veronese Francesco Putinati, rinomato scultore e medaglista. Costui aggiunse sotto l’epigrafe del Solari e del Visconti la data 1791, anno di fondazione della Società, in antiche cifre romane.
Presentano naturalmente questo conio, con aggiunto il nome delle antiche benefattrici, anche le medaglie che oggi saranno conferite ai Premiati per l’anno 2014

 

PREMIO TURIO COPELLO 2013 
Chiavari 26 ottobre 2013 – sala Ghio Schiffini
Introduzione di Francesco Bruzzo , presidente della Commissione


 

L’evento di oggi, come avviene spesso fra queste mura, continua una tradizione particolarmente cara ai Chiavaresi che si rinnova dal 1872 (quindi 141 anni), quando la signora Brignardello vedova Turio lasciò in testamento la rendita di 300 lire in cedole al portatore perché venissero coniate due medaglie da attribuire al miglior elaborato artistico e artigianale. Cifra che, successivamente nel 1959, un’altra munifica socia, la Signora Cassani ved. Copello, rimpinguò con altre risorse che ci permettono oggi di continuare questa preziosa tradizione.
Siamo abituati all’Economica a numeri come questi, e credo che il merito fondamentale del nostro storico Sodalizio sia proprio quello della coerenza con le decisioni assunte e la serietà con la quale si proseguono le
tradizioni e le volontà dei soci.
Ma, tornando ai numeri, ecco due brevi considerazioni:

  • la prima riguarda l’elevata partecipazione di artigiani ed artisti che annualmente vengono segnalati dalle istituzioni e dalla società civile in possesso di caratteristiche di eccellenza come prescrive il regolamento (ricordiamo che in alcune edizioni il premio non è stato assegnato). Quest’anno la Commissione, composta essa stessa da professionisti e amanti dell’arte e della storia, ha dovuto mettere in campo le proprie competenze e molto impegno analitico sia pure aiutata da un valido supporto multimediale per scegliere il meglio di dieci candidati meritevoli.
  • La seconda: guardando bene, le risposte di adesione e partecipazione al Turio Copello non sono che la punta dell’iceberg sul territorio: solo i premiati dal 1985 ad oggi ammontano a oltre 50 soggetti. Ma altri concorsi recentemente fatti in Economica come quello di design della sedia leggera di Chiavari (oltre 450 progetti presentati), il concorso artistico letterario bandito quest’anno in occasione della Mostra del Tigullio (426 partecipanti), rappresentano la prova più evidente di quanto interesse vi sia nei confronti dell’artigianato artistico e dell’arte in genere a dimostrare quanto sia ancora attuale e calzante il motto che la Società Economica ha voluto ricamare sul proprio gonfalone e incidere sulle medaglie del premio. “Vitam escoluere per artes” intendendo con questo la grande funzione dell’artigianato di qualità e dell’arte in genere, che migliora la qualità della vita evidenziando quanto sia ancora illuminata l’espressione di volontà delle benefattrici ved. Turio Copello che hanno inteso tramandare nei fatti questo stimolo attraverso il Premio che stiamo celebrando.


Un caloroso ringraziamento alla commissione: Elisabetta Biggio, Franco Casoni, Franco Cavagnaro, Didi Coppola, Marco Di Capua, Marco Laneri e 
(cito solo per completezza) il sottoscritto Francesco Bruzzo nominato dal Presidente Napolitano che, come oggi, non ha mai fatto mancare il suo apporto

Quest’anno insieme all’Ufficio di Presidenza che l’ha nominata, la Commissione (delle arti,manifatture e commerci) verrà a scadere, un motivo in più per ringraziare degli amici e dei professionisti seri che hanno voluto mettere a disposizione la loro professionalità e il loro personale impegno.
Spero che il futuro riservi al Comprensorio soggetti altrettanto capaci e improntati allo spirito di servizio che è il volano fondamentale di tutte le attività più importanti e vere.

 

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